Price Action: come sfruttarla sui mercati e cosa ne penso realmente

Price Action: come sfruttarla sui mercati e cosa ne penso realmente

I miei corsisti sanno benissimo che amo fare trading sfruttando diversi indicatori per andare a cercare le concomitanze che mi facciano capire che il mercato è in un imminente inversione.

Senza che ci giri troppo attorno, ti confesso che gli indicatori sono una componente fondamentale della mia operatività giornaliera, ma ovviamente non sono gli unici tasselli che controllo, perché ci sono fattori fondamentali che devo controllare per poter entrare a mercato.

Ogni volta che rendo disponibile il corso avanzato alle persone interessate e chiudo le iscrizioni perché è stato raggiunto il numero massimo in “sala”,  c’è sempre il corsista che cerca solo l’indicatore perfetto che gli rivelerà la formula segreta per essere dei traders vincenti sui mercati finanziari.

Secondo qualche assurda teoria più indicatori sono presenti su un grafico e maggiore è la possibilità che l’ operazione sia vincente. Nulla di più sbagliato.

Uno degli aspetti chiave che controllo per capire se i corsisti  stanno iniziando a diventare professionisti del trading o sono ancora indietro con l’acquisizione delle regole reali del mercato è quello di  tenere monitorata la loro operatività a livello grafico.

Mi spiego meglio perché so che praticamente nessun altro formatore in ambito trading controlla questo tipo di cose e quindi potrebbe sembrarti un concetto nuovo.

Tra le regole del corso avanzato vige quella che tutti i corsisti che hanno dei dubbi sulle proprie operazioni e che vogliono risolvere eventuali perplessità su qualunque argomento in ambito trading, devono obbligatoriamente postare su un gruppo dedicato, il grafico dell’operazione con la rispettiva motivazione. Il motivo per cui faccio questo è per cercare di capire se l’ operazione era stata eseguita correttamente, ma oltre a questo controllo quanto è ordinato il grafico e quanti indicatori ci sono.

Ho notato infatti che tra i miei corsisti più bravi esiste un comune denominatore ed è quello che pian pianino si concentrano sempre di più su pochi indicatori e sul movimento delle candele, tralasciando magari anche alcuni indicatori perché hanno assimilato appieno i movimenti del mercato e sanno che ad un determinato movimento, corrisponde un’azione dell’indicatore e questo ormai lo riescono ad individuare controllando direttamente il prezzo anziché l’indicatore (che rischia di distrarre e toglie spazio al grafico principale).

Arrivati ad un certo livello, iniziano questo processo in assoluta autonomia senza che gli abbia mai detto nulla. Era l’ obiettivo. Volevo rendere i miei corsisti dei traders indipendenti e pian pianino ce la stanno facendo.

Recentemente ho fatto un sondaggio su cosa volevano le persone approfondire in linea generale e mi ha fatto piacere il fatto che molti si siano esposti dicendo che avrebbero voluto tanto conoscere i pattern grafici.

Le informazioni del corso avanzato sono estremamente avanzate su alcuni pattern grafici ricorrenti e per rispetto nei loro confronti non ti posso rivelare quelli che ho scoperto nel tempo, ma stai tranquillo perché ti rivelerò informazioni che potrai iniziare a controllare ed assimilare già da subito.

Quando andiamo a studiare le candele del mercato e individuiamo i diversi pattern grafici che si possono verificare, 99 volte su 100 stiamo parlando della Price action. Per tutto il resto dell’articolo ci concentreremo quindi sui principi fondamentali della Price Action Classica, quella da manuale, che se rielaborata profondamente può diventare davvero profittevole. (Personalmente l’ho rivista molto in quanto credo fortemente che molti concetti tecnici classici oggi vengano utilizzati solo per forti inganni, ma proprio per questo è di fondamentale importanza conoscerli. Aggiungerò qualche annotazione personale ai vari pattern).

Cosa è la price action?

La price action è una metodologia di analisi basata esclusivamente sulle dinamiche dei prezzi senza l’ausilio di nessun altro indicatore o oscillatore che possa distorcere quello che il prezzo mi sta indicando. Lavorare con la price action significa dare totale affidamento a quello che il grafico “nudo” dei prezzi ci sta indicando.

Spesso però la price action non viene utilizzata da sola perché si ritiene che non dia abbastanza indicazioni, quindi in linea con il principio del grafico nudo, ci si limita di solito a tracciare livelli e al massimo qualche media mobile.

Quali sono i vantaggi di essere un Price Action Traders?

 • Metodo Universale La price action è una metodologia che può essere utilizzata su qualsiasi strumento negoziabile

A livello teorico è corretto, ma a livello pratico io sono dell’ idea che ogni tipologia di mercato dia a sé, quindi la price action è applicabile ovunque, ma va obbligatoriamente modificata e adattata in base alle caratteristiche fondamentali dello strumento preso in considerazione.

• Strategie semplici

Le tecniche operative sono molto intuitive e semplici soprattutto se messe a confronto con altre tecniche di trading.

Non occorre essere un genio della matematica o un esperto in statistica per operare con la price action. La tecnica può davvero essere appresa da chiunque.

• Non richiede nessun indicatore

Si, ogni indicazione necessaria per un trading di successo è racchiusa all’ interno del prezzo, dal quale si sviluppano poi tutti gli indicatori (che ti ricordo che lavorano con prezzi passati)

Avere poche cose ma sempre quelle da osservare aumenta la propria sicurezza e ci fa essere più specializzati.

• I segnali di trading sono semplici da identificare

Un segnale di trading per un price action trader solitamente è un evento grafico di prezzo dato da 1 o più candele solitamente su alti Time Frame. Questo segnale è quindi semplice da identificare con della pratica.

 • Tempo libero

La price action si applica su timeframe generalmente alti, tipo dall’ H1 in su. Questo vuol dire che un trader ha molto tempo per studiare il mercato perché i tempi operativi sono molto lunghi, ma soprattutto, una volta che è stata impostata l’ operazione per molte ore è inutile stare davanti ai monitor.

I migliori time frames di un price action trader.

I price action trader utilizzano come grafici di riferimento il daily e il weeky.

Da questi timeframe fanno analisi e individuano i livelli di estremo interesse.

Per ottimizzare il tutto e seguire meglio l’ operazione vanno a guardare anche il grafico H4, H1.

Timeframe inferiori rischiano di sporcare parecchio gli ingressi, lasciandosi fregare da molti falsi segnali.

Questo però non vuol dire che la price action non sia applicabile anche su timeframe bassi.

È semplicemente necessaria una grande esperienza. E una maggiore propensione al rischio.

Chi, quindi, volesse operare attraverso la più “nuda” price action deve lavorare sempre dal time frame da H1 in su.

Cosa osservano nello specifico i price action traders per entrare a mercato?

Per i price action trader l’ apertura dei mercati è un momento fondamentale della giornata. Spesso, nella prima ora di contrattazione si capisce quale sarà il trend della giornata.

In linea generale, se all’ apertura ho un rialzo, è probabile che avrò una tendenza rialzista per tutta la giornata, ma solo una volta che supero i massimi della giornata precedente, sarò in una zona long.

Oltre al movimento del mercato attraverso le candele, i price action traders fanno molto affidamento sui livelli di supporto trovati sui grafici giornalieri, settimanali e mensili.

Alcune indicazioni sui diversi tipi di sviluppo dei mercati e termini che devi assolutamente conoscere

Conformazione inside: Quando la candela successiva rimane dentro quella precedente, allora avrò una candela inside e questa non indica nessuna informazione specifica.

Chi mi conosce sa benissimo che sono completamente in disaccordo su quello che è stato appena detto. Anzi, sono convinto che proprio in questi momenti i grandi fondi e istituti bancari vadano a lavorare per depositare il bottino che successivamente torneranno a prendere.

Conformazione outside: Quando la candela successiva supera i massimi e minimi della giornata precedente, ma apre e chiude comunque dentro il range della candela precedente io inizio ad avere informazioni importanti su quello che potrebbe essere il movimento della sessione successiva.

Su questo aspetto sono d’ accordo.

Doppio minimo rialzista: Capisco che siamo su un doppio minimo improntato verso il rialzo quando non va a sfondare il minimo precedente, ma il massimo si.

Sono d’ accordo, ma individuo i livelli di massima reazione con metodi più precisi, anche se più da cardiopalma.  In questo caso dipende dallo stile operativo del trader.

Conformazione Direzionale Ribassista: Massimo e minimo decrescente rispetto alla candela precedente. Il mercato, se vuole salire, dovrà per forza iniziare a fare  dei minimi decrescenti e massimi decrescenti.

Conformazione Direzionale Rialzista: Uguale e contrario.

Importante contare il numero di massimi e minimi decrescenti nel caso in cui si scende.

Break-out: Rottura o di un minimo o massimo precedente.  Segnale di forza.

La rottura di un massimo è un possibile segnale rialzista.

Break-in: Nel momento in cui il mercato rompe il massimo della sessione precedente e successivamente si rimangia il movimento, avremo una falsa rottura. Condizioni importanti, soprattutto se si vuole fare trading di breve periodo.

Nella price action, si cerca di avere delle conferme da parte del mercato che indichino chiaramente che sta girando, quindi spesso si aspetta una candela che vada in direzione contraria al precedente movimento direzionale. Per avere una conferma ulteriore si aspetta addirittura una rottura in direzione del nuovo trend della candela successiva (la candela n° 2 del nuovo trend) e si entra con maggiore sicurezza alla 3° candela.

Fino alla 3° candela che si crea nella nuova direzione, il movimento si può considerare un semplice ritracciamento. Dal 4° in poi è “sicuramente” un inversione.

Una delle candele che vengono molto spesso prese in considerazione dai price action trader sono sicuramente le pin bar  e le loro diverse conformazioni, ma molto spesso sono proprio queste candele che vengono create dalle mani forti come trappola per poter mandare subito in stop i piccoli traders che entrano a mercato.

Questi sono alcuni dei maggiori spunti operativi che applicano i price action trader di successo e se questo tipo di operatività rispecchia molto il tuo stile di trading, allora prendi carta e penna  e  studia l’ articolo perché ci sono informazioni davvero molto interessanti.

Ricorda però che ogni strumento ha le sue regole e dovrai quindi adattare qualcosa in base allo strumento che utilizzerai.

Le mie considerazioni personali

Posto che, ho messo molti spunti personali durante l’ articolo e che quindi non ripeterò di nuovo perché ti annoierei, ti dico la mia su alcuni fattori.

Io personalmente preferisco lavorare cercando meno certezze (anzi, le cerco in un altro modo), cercando di individuare la candela di minimo per poter prendere un movimento molto grande.

La Price action, lavora solo quando un movimento si è consolidato, ma purtroppo, dal nuovo movimento sono già stati lasciati indietro moltissimi pips (dei quali io ne vado ghiotto).

Lo so, la mia operatività non è facile apparentemente, ma guardo il mercato da un’altra prospettiva e mi trovo a mio agio così.

A titolo informativo, ti dico che anche io utilizzo nel mio arsenale alcuni ragionamenti da price action, magari utilizzati in maniera un po’ diversa e con scopi differenti, ma sicuramente, se studierai aiutandoti con i grafici sono convinto che riuscirai a trarne enormi benefici.

Spero di averti dato molti spunti sui quali potrai lavorare per tutto il week- end e nei momenti morti del mercato.

Buon lavoro.

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Alessandro Del Saggio

Trader Indipendente, Formatore e Ricercatore grafico. Fondatore di Foxforex, del Sistema Manhattan e della Community Opzioni Binarie Italia.

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